Chakras, The Maps Beyond
Mostra personale alla Sala Cola d'Amatrice di Ascoli Piceno. Mappe del corpo tra sacro, pop e natura.
Testo critico
Testo critico di Stefano Traini.
I lavori di Ivo Cotani, come indica il titolo della mostra, sono mappe: rappresentazioni in scala di luoghi, ma mappe orientate dal corpo e dalle sue percezioni fisiche. Il corpo è il protagonista assoluto di queste opere, onnipresente e pervasivo, con visi, braccia, mani, dita, organi sessuali più o meno espliciti; corpi stilizzati o consistenti, eretti o distesi, compatti o smembrati.
È il corpo, con il suo apparato percettivo, a determinare la visione del mondo, e in questo l'arte di Cotani è molto fenomenologica: si concentra sulla percezione del corpo proprio. a tratti sembra di guardare delle radiografie. e sulla percezione del mondo esterno, e allora vediamo cieli, stelle, paesaggi, spighe. In uno dei lavori più interessanti il corpo è un grande occhio dai contorni sfrangiati che lascia intravedere un mondo interno ma guarda "oltre".
Lo stile si muove tra il moderno e il pop: a tratti un Andy Warhol con elementi di Rousseau il Doganiere, con animali grandi, sproporzionati, ingenui, su colori accesi come il giallo e l'arancione in modalità evidenziatore. Il rimando alla pubblicità è evidente non solo nel processo compositivo. dal passaggio della stampa digitale alla pittura. ma soprattutto nell'effetto scenografico. La pittura non è marcata da linee, ma procede per campiture di colore in parte geometriche (digitali) e in parte libere e sfumate (pittoriche).
Le forme sono eterogenee perché la dimensione astratta è sempre alternata e combinata con quella figurativa: la coesistenza di umanità e animalità sembra il risultato di una fascinazione per l'arte egizia. Da sottolineare l'attenzione al sacro, presente sia nella dimensione mitologica (la Dea Madre, i satiri) sia in quella più propriamente cattolica: la natività rivisitata con un linguaggio moderno che disorienta, e un'ultima cena còlta nella sua fase finale, quando tutti sono andati via e restano solo gli animali a consumare gli avanzi. una lettura dissacrante che ricorda certe rappresentazioni surrealiste di Buñuel.
In tutte le opere emerge il senso di una ricerca che si muove tra mappe, corpi, luoghi, percezione e sacro: immerso tra colori, forme e spazi, l'osservatore non solo resta piacevolmente colpito, ma è indotto soprattutto a riflettere.
Scarica PDF ↓Click per zoom · click ancora per chiudere · muovi il mouse per esplorare