Chakras

Pittura · Pittura · 2020

Mappe del corpo che guardano l'oltre. Pop, sacro, surrealista. un effetto Times Square del desiderio.

Testo critico

Le opere di Ivo Cotani sono mappe. rappresentazioni in scala di luoghi, orientate dal corpo e dalle sue percezioni fisiche. Il corpo è protagonista assoluto di queste opere, onnipresente e pervasivo, con volti, braccia, mani, dita, organi sessuali più o meno espliciti. Corpi stilizzati o consistenti, eretti o distesi, compatti o smembrati. È il corpo, con il suo apparato percettivo, a determinare la visione del mondo: l'arte di Cotani è fenomenologica nel suo nucleo.

Lo stile si muove tra moderno e pop. Sembra a volte di vedere un Andy Warhol con elementi del Doganiere Rousseau: animali grandi, sproporzionati, naïf, che si stagliano contro colori vivissimi. giallo, arancione in modalità evidenziatore. Il riferimento al mondo della pubblicità è evidente non solo nel processo compositivo, ma soprattutto nell'effetto scenografico, con quattro grandi tele "sospese" al centro della Sala Cola dell'Amatrice in un effetto "Times Square" davvero dirompente.

La pittura non è marcata da linee: procede per fondi di colore in parte geometrici (digitali) e in parte liberi e sfumati (pittorici). La coesistenza di umanità e animalità sembra il risultato di un fascino per l'arte egizia. Oltre l'umano e l'animale, possiamo parlare più in generale di "forme della natura", di "arte della natura".

Va infine sottolineata l'attenzione al sacro. Il sacro è presente non solo nella dimensione mitologica (la Dea Madre, i satiri) ma anche in quella più propriamente cattolica. un elemento davvero sorprendente. La natività è rivisitata con un linguaggio moderno che confonde, perché il corpo di Cristo sembra più quello di una deposizione che di una nascita. Una lettura irriverente che ricorda certe rappresentazioni surrealistiche di Buñuel.

In tutte le opere di Ivo Cotani emerge il senso di una ricerca che si muove tra mappe, corpi, luoghi, percezione, sacro. Una ricerca che coinvolge anche gli aspetti più materiali della sua produzione artistica.

Testo critico a cura di Stefano Traini

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