Libagione
Performance video per gli 80 anni del rastrellamento del Quadraro, Roma. Memoria e corpo come gesti di libagione. In collaborazione con Alice Maria Sinn.
Testo critico
Libagione è un rito minimo. Nell'antichità la libagione era il gesto di versare a terra un liquido. vino, latte, olio. come offerta agli dei o ai defunti. Un piccolo abbandono, una piccola perdita rituale, che consacrava lo spazio.
Ho portato questo gesto nel Quadraro, quartiere romano del rastrellamento nazifascista dell'aprile 1944, per l'ottantesimo anniversario dell'evento. Non un memoriale ufficiale, non un monumento. Un'azione lenta, condivisa con gli abitanti del quartiere, in collaborazione con Alice Maria Sinn.
La memoria ha bisogno di rituali che non pretendano di ricordare tutto. Basta versare qualcosa a terra. Basta interrompere il flusso quotidiano per un minuto. Basta un gesto che nessuno guarda ma che comunque avviene.
Libagione è un'ipotesi di come il corpo possa portare la storia senza raccontarla. solo mimandola, con la delicatezza di chi non pretende di avere ragione sul dolore altrui.
Video
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